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Le interviste a Silvia Lorusso Del Linz

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Le interviste a Silvia Lo Russo del Linz

Gli Scrittori della Porta Accanto

Intervista a cura di Silvia Pattarini – Gli Scrittori della Porta Accanto – 27 luglio 2018

Oggi diamo il benvenuto a Silvia Lorusso Del Linz che ci presenta in anteprima il suo nuovo libro, il romanzo storico “Il segreto di Mirta” Marlin Editore, Collana Il Portico.

Buongiorno e benvenuta. Come è nata l’idea di questo romanzo? È nata prima la trama o prima il titolo?

Mi piacciono le cose avvolte dal mistero, innanzitutto. I riti pagani, o meglio la conoscenza collegata al paganesimo, rientra nel percorso di ricerca e di studio a cui mi sto dedicando negli ultimi anni e che ha portato alla realizzazione di un ciclo di conferenze intitolato: Da Dea a Strega – percorso sull’identità femminile nei secoli”. Le civiltà antiche, a partire dal paleolitico, celebravano il culto della Dea Madre, sia nelle zone mediterranee che nel centro Europa. Nel periodo classico greco, il culto della Dea Madre era assimilato con la Dea Demetra, le cui celebrazioni avvenivano attraverso i riti collegati ai Misteri di Eleusi.

silvia lorusso del linz

Visitando la Grecia, ho avvertito la magia di questo culto millenario, e ho cercato di dare vita con la penna all’atmosfera del tempo creando nel libro alcuni personaggi di riferimento come Elena, Sacerdotessa dell’Ordine di Demetra e madre di Mirta, e adepti del culto.  Altro viaggio, altro amore: Napoli.

Sono rimasta affascinata dalla sua atmosfera, le strutture architettoniche barocche, la magnificenza delle opere create da artisti e architetti come Vanvitelli. E soprattutto, la figura del principe Raimondo Di Sangro, personaggio misterioso del Settecento partenopeo, geniale alchimista, inventore, Maestro della Loggia massonica napoletana.

La Cappella di Sansevero, alla quale il principe ha dedicato anni in progetti di restauro e ristrutturazione, inserendo richiami esoterici e capolavori come il Cristo Velato, mi ha letteralmente catturata.

Considerando che Napoli fu fondata dai greci con il nome di Neapolis, e che la sua nascita affonda nel mito della sirena Parthenope, ho maturato il progetto di creare un romanzo in cui l’amore per il classicismo e il fascino del principe Raimondo Di Sangro, potessero intrecciarsi. Il titolo, Il segreto di Mirta, è nato nel corso della stesura del libro.

Consigliaci un bel libro storico da leggere, e invoglia anche noi a farlo…

Continua a leggere su… https://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/2018/07/silvia-lorusso-del-linz-presenta-il-segreto-di-mirta.html

silvia lorusso del linz

Gli Scrittori della porta accanto

Silvia Lorusso Del Linz racconta “Giulia, una donna fra due Papi”, nell’intervista di Ornella Nalon – 28 luglio 2016

L’autore racconta…

Ciao Silvia, è un piacere averti nostra ospite. La tua biografia esordisce in questo modo: “Da sempre amante delle parole e della scrittura”. Dunque, sei una delle poche persone che è riuscita a fare delle sue passioni una proficua carriera. Giornalista per importanti testate giornalistiche, critica cinematografica, regista e drammaturga teatrale, nonché scrittrice. Professionalmente sappiamo come ti sei realizzata ma, se ti chiedessi di svelare un po’ il tuo lato caratteriale , come ti definiresti?

Sinceramente non è una domanda facile per me. Sono una persona caratterizzata da due aspetti: lato estroverso nell’approccio sociale e lavorativo, molto diretta; introverso invece per ciò che concerne la vita privata.

La mia indole in questo senso è caratterizzata dalla riservatezza, una sorta di pudore per ciò che rientra nella sfera intima. Interagisco con le persone, il mio lavoro è fatto anche di questo, ma raramente entro nel personale.

Credo che ciò sia dovuto anche dal tipo di educazione ricevuta. Nei miei scritti comunque, si intuisce chiaramente che cosa penso.

Torniamo alle tue molteplici attività e nel complimentarmi con te, vorrei sapere quale ritieni sia più impegnativa e qual è stata quella che ti ha dato maggiori soddisfazioni.

Se per impegno si intende anche quello fisico, ebbene, il teatro è quello che ne richiede di più. Ci sono prove da sostenere, ore di applicazione insieme agli attori, acquisizione dello spazio scenico, una serie di cose che contemplano anche un notevole esercizio fisico.

Sia l’attività giornalistica, che quella legata al teatro in veste di drammaturga e regista, mi hanno dato molte soddisfazioni, ma la stesura del romanzo, la ricerca storica, la tangibilità del libro stampato tra le mani, sinceramente è ciò che mi ha più emozionata.

Tra le rappresentazioni teatrali da te scritte e dirette, molte sono centrate sulle figure femminili come protagoniste: tre opere sono dedicate a Marina Cvetaeva, Anna Magnani e Charlotte Perkins Gilman, altre a donne qualunque a rappresentanza della loro epoca. Continua a leggere su… https://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/2016/07/anteprima-sivia-lorusso-del-linz.html

Cultura al femminile

Intervista a cura di Emma Fenu – 5 febbraio 2016

https://letteraturalfemminile.wordpress.com/2016/02/05/intervista-a-silvia-lorusso-del-linz-di-emma-fenu-cultura-al-femminile-5-febbraio-2016/

Come definiresti il panorama artistico e letterario femminile dei nostri giorni? Quali sono gli elementi che lo caratterizzano?

Grazie Emma, sono felice di poter interagire con te. Indubbiamente è un panorama ricco di spunti e molto variegato. Le donne hanno più facilità di accesso rispetto a una cinquantina di anni fa, per non parlare addirittura dei secoli scorsi. Ma, anche se è più facile fare il proprio ingresso nel mondo dell’arte e della letteratura, in alcuni ambiti la discriminazione di genere esiste ancora, purtroppo.

Nello specifico, nel mondo artistico sussistono delle roccaforti maschili evidenti come nella regia e nelle direzioni artistiche teatrali. Nell’ambito del Convegno Nazionale “L’Arte delle Donne” queste problematiche sono state sviscerate da parte delle artiste. Nel mio intervento ho evidenziato come in realtà il teatro, ancora oggi, sia di genere: nelle programmazioni delle stagioni infatti sono pochi i nomi di donne alla regia, per non parlare delle direzioni artistiche!

All’estero le cose sono diverse: in Francia ad esempio la Ministra delle Pari Opportunità, Najat Vallaud-Belkacem, ha lanciato la proposta di applicare delle quote rosa per la direzione dei teatri stabili, adducendo che l’80% dei teatri stabili è diretto da uomini e non da donne.

In Italia la situazione è peggiore, si contano sulle dita le donne che hanno un ruolo decisionale nell’arte e le nostre commissioni delle Pari Opportunità non affrontano questo tipo di situazioni. Esiste da parte delle donne una maggiore consapevolezza di sé per coltivare le proprie passioni artistiche e perseguirle, ma pochi i traguardi che permettono loro di avere un peso nelle scelte direzionali che possano conferire una vera autorevolezza.

Circa la letteratura, il panorama, dal mio punto di vista, è ricco di fermenti, ma è difficile trovare scrittrici che abbiano uno spessore culturale che influenzi anche il pensiero politico e sociale. Escono bei libri, belle storie, senza dubbio… ma non ci sono figure che abbiano questa forza, e se ci sono non hanno i mezzi per farlo. Naturalmente si tratta di una mia opinione, ma difficilmente le scrittrici, anche quelle che hanno un nome famoso e sono edite dalle grandi case, hanno una caratterizzazione intellettuale che interagisce con l’opinione pubblica.

Non ci sono figure come Oriana Fallaci, Christa Wolf, e, nei tempi passati, come Virginia Woolf, Simone de Beauvoir, Simone Weil etc. che esprimevano le loro opinioni sui giornali interagendo con la politica e il sociale. Credo che molto sia dovuto alla commercializzazione della scrittura e a una globalizzazione imperante, che fagocita tutto, anche il pensiero che, quando c’è, si confonde poi con tutto il resto.

Hai citato scrittrici non più viventi. Facciamo un salto nel tempo ancora più a ritroso: le grandi donne del passato in che misura rivivono in quelle di oggi? Ne siamo degne eredi?

Le grandi donne del passato sono alla base della nostra modernità. Senza donne che hanno dimostrato di possedere intelligenza, coraggio, dignità come Artemisia Gentileschi, Matilde di Canossa, Ildegarda di Bingen e, fra le letterate, Virginia Woolf, Edith Stein, Marina Cvetaeva etc. noi non avremmo compiuto il percorso che ci ha portato fino ad oggi. Io credo che possano rivivere in noi nel momento in cui abbiamo il coraggio di prendere delle decisioni difficili, ogni volta che perseguiamo degli obiettivi con forza e determinazione, e che non ci lasciamo sopraffare da chi esercita un potere nei nostri confronti, ma che al contrario lottiamo per la nostra dignità.

Sull’essere degne eredi ho invece qualche remora. A volte noto da parte delle giovani donne di oggi un atteggiamento di remissione o di adeguamento nei confronti degli uomini che hanno accanto, o in alcuni casi superiori nel campo lavorativo. I casi di femminicidio ne sono un tragico esempio. Per solitudine, problemi economici, mancanza di fiducia in se stesse etc., accettano situazioni di prevaricazione fino a giungere in alcuni casi al tragico epilogo. Ho la sensazione che si siano offuscati i principi di dignità e di valore della persona, per non parlare poi della parola femminista che sembra abbia addirittura assunto il significato di una parolaccia! E pensare che proprio grazie alle suffragette abbiamo ottenuto il diritto di voto e la strada aperta per una serie di diritti che ci erano negati, tra cui quello all’istruzione.

Ecco, consiglierei a molte donne di interessarsi alla storia e alle sue protagoniste, per capire meglio chi siamo e con quanta fatica hanno dovuto lottare le nostre nonne ed antenate per potere decidere del proprio destino. Non posso non sposare la gratitudine, che hai ben espresso, verso donne che “ieri” hanno reso possibile il nostro “oggi”, un “oggi” che richiede impegno e coraggio per un “domani” migliore.

Silvia Lorusso