ARTEMISIA

Scrittrice e regista teatrale

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ARTEMISIA

artemisia silvia lorusso del linz

LE MUSE ORFANE

Presenta

ARTEMISIA

Con Viviana Piccolo

Testo e regia Silvia Lorusso Del Linz

artemisia di silvia lorusso del linz

Spettacolo teatrale ARTEMISIA con Viviana Piccolo testo e regia di Silvia Lorusso Del Linz.

Lo spettacolo ha al centro lo snodo della vicenda di Artemisia Gentileschi, figlia del pittore Orazio Gentileschi, il cui coraggio e il cui talento ne hanno fatto una delle donne protagoniste della Storia. In questo momento è in atto la mostra dedicata ad Artemisia Gentileschi al Museo di Roma.

Artemisia è la donna che ha subìto il primo processo per stupro (1611) e che ha pagato in prima persona lo scotto di tutto questo. Ha annoverato molteplici amicizie con importanti personaggi intellettuali e artisti del periodo, fra i quali Galileo Galilei. Artemisia Gentileschi è stata la prima donna ad entrare nell’Accademia di Pittura di Firenze, gestita da Michelangelo il Giovane, nipote di Michelangelo.

La sua forza, la sua passionalità, la sua visione anticipatrice rispetto al tempo in cui è vissuta, ne fanno una delle figure più interessanti della Storia. Le opere della pittrice si possono ammirare agli Uffizi di Firenze, al Museo Capodimonte di Napoli, a Londra etc…

L’iniziativa nasce dalla collaborazione fra Silvia Lorusso, drammaturga e regista, e Viviana Piccolo, attrice e regista, accomunate dalla passione per questa grande pittrice che ha segnato le pagine della Storia con le sue scelte e con la sua arte.

artemisia silvia lorusso del linz

TRAMA : Silvia Lorusso propone un’Artemisia Gentileschi donna-artista in perenne conflitto con il padre, con il quale, fin da bambina ha un rapporto di odio-amore; sulla base di questo assunto tutto quello che accade nella sua vita assume una luce particolare. Sul piano artistico Artemisia lamenta il fatto di “aver dovuto imparare prima a dipingere che a essere donna”, cresciuta com’è senza la madre, morta di parto, e in contatto solo con figure maschili: il padre stesso, i fratelli, i pittori della Bottega paterna. Ciò ebbe ripercussioni anche sul piano personale: stuprata a 18 anni da un pittore della Bottega (Agostino Tassi) accettò umiliazioni e altre violenze (questa volta dalla giustizia) pur di fare condannare l’uomo; accettò un matrimonio riparatore con un altro artista poco dotato per approdare finalmente a un amore vero con un musicista inglese Nicholas Lanier, al quale rinunciò per non doverlo seguire in Inghilterra, dove lavorava il padre Orazio.

Ancora il padre, l’eterno conflitto interiore e artistico, che da Londra vecchio e malato, dopo vent’anni di silenzio le manda una lettera in cui le chiede aiuto. Artemisia (Viviana Piccolo) ricorda, è combattuta, ma alla fine, l’orgoglio e le recriminazioni che nutre dentro sé lasciano il posto all’amore filiale e decide di raggiungerlo.

Nascerà così a Greenawich, per il palazzo dei Re d’Inghilterra un’opera d’arte realizzata assieme, l’unica che porta la firma di entrambi: Orazio e Artemisia Gentileschi, un padre e una figlia.

Si tratta di un percorso sperimentale, che prevede un montaggio a lettura scenica con interventi video composti dalle opere d’arte, i dipinti di Artemisia Gentileschi sul fondale, in modo da costituire una sovrapposizione scenografica di particolare impatto visivo.

La voce narrante è della stessa regista Silvia Lorusso.

La scena, come d’abitudine della regista, si presenta essenziale, l’allestimento infatti è costituito, oltre che dalle proiezioni dei dipinti di Artemisia Gentileschi, da cavalletti da pittura in legno sormontati da tele bianche e accessori pittura.

 

Silvia Lorusso Del Linz